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Musica Giapponese

Musica Giapponese


La musica giapponese risente delle influenze delle varie culture del paese. Gran parte della produzione musicale è in forma vocale e non si conoscono le origini precise. Presumibilmente deriva dalla traduzione popolare asiatica. Il genere più antico di cui si conserva qualche traccia risale al periodo della famiglia imperiale di Heian e Nara.

L'evoluzione della musica giapponese continua con il periodo Edo e con il secondo cristiano. Nel primo si riconoscono i tratti essenziali del teatro kabuki, mentre nel secondo caratterizzato dalla presenza dei popoli occidentali, i toni si addolciscono. Grazie a queste prime incursioni musicali europee cambia anche il linguaggio e molte parole vengono adattate allo stile giapponese. L'industria discografica giapponese è una delle più importanti al mondo. I generi musicali come rock, country, jazz sono stati assimilati e reinterpretati in salsa giapponese.

La musica ha un valore molto importante per i giapponesi, non a caso questo è il paese d'origine del karaoke, lo spettacolo dilettantistico tanto amato (o odiato). Ma la musica giapponese ha subito anche l'influenza della politica in quanto i leader non potevano parlare in pubblico e quindi assumevano compositori e musicisti per comporre canti e inni a fini propagandistici. Al giorno d'oggi il pop giapponese continua a conquistare la scena musicale giovanile. Negli anni 90 era considerato un genere di nicchia in quanto prendeva spunto dal rock e dal pop anni 60, ma con il tempo si è affermato così tanto che molti artisti sono famosi in tutto il mondo.

 

 

musica giapponese

 

 

Molti gruppi pop si occupano della produzione di colonne sonore dei videogame e degli anime. Il primo pezzo di successo è stato “Tetsujin 28-Go”, ovvero la sigla del cartone animato Super Robot 28 (una sorta di predecessore di Gig Robot d'Acciaio). Tra gli anni 80 e 90 questo genere raggiunge livelli elevatissimi: la musica entra in tutte le case a qualsiasi ora del giorno.

Le colonne sonore degli anime vengono incise su CD e inizia la distribuzione. Piccola curiosità: In Giappone non esiste la pirateria digitale e nemmeno Spotify (è stato bloccato). Entrando in un negozio di musica si avrà la sensazione di fare un salto nel passato perché sono ancora molto diffusi i CD. Per le case discografiche, il giappone rappresenta una fascia di mercato piuttosto consistente e questo passaggio al digitale più che “ritorno al futuro”, è visto come una vera e propria manna dal cielo. Non vi resta che dare un'occhiata agli store online e approfittare di qualche promozione per conoscere la musica giapponese.

 

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