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I trucchi per non lavorare

I trucchi per non lavorare


Sicuramente vi sarà capitato di avere a che fare con dei colleghi furbetti e che mettono in pratica tutti i trucchi per non lavorare. Ovviamente tutto quello che scriveremo deve essere preso con le pinze, non vorremmo essere denunciati per incitamento alla nullafacenza e contribuire così ad aumentare il livello di fannulloni del bel paese.

I trucchi per non lavorare possono ritornarvi utili in situazioni di emergenza, per esempio se il vostro capo non vuole concedervi le ferie (che sono un vostro diritto) e avete bisogno di staccare la spina per rigenerarvi e migliorare non solo le vostre condizioni fisiche, ma anche quelle mentali.

 

 

 

 

Perché esistono i trucchi per non lavorare?

 

Dicono che le leggi non tutelino i lavoratori, ma se andiamo a vedere gli effetti delle leggi e dei contratti di categoria riusciamo a trovare almeno una decina di tipologie di permessi (ovviamente retribuiti). Sta al lavoratore decidere come “sfruttare” queste possibilità: ferie, malattia, legge 104. Battersi per i propri diritti è sacrosanto, ma se a battersi è un lavoratore che colleziona assenze per permessi, ecco che arrivano le ingiustizie (vere!).

Facciamo un esempio pratico. Il signor Tal De Tali ha a disposizione (per legge) 175 giorni (in un anno) di assenze per malattia, 52 sabati, 52 domeniche, 35 giorni di ferie, 36 per effetto della 104, 24 ore per donazioni di sangue, vaccini, 30 giorni per volontariato nel servizio civile (sino ad un massimo di 10 consecutivi). Per assurdo potrebbe anche decidere di non lavorare 365 giorni senza incorrere in sanzioni. La CGIL ha diffuso tramite il suo sito un vademecum con tutti i tipi di permessi. Dieci paginette con tutti i “diritti”. A quelli che abbiamo elencato prima si aggiungono: 15 giorni di licenza matrimoniale, da 1 a 8 giorni (in un anno) per concorsi ed esami. In caso di calamità ai 30 giorni di volontariato nel servizio civile se ne aggiungono altri 60, per un totale di 90. Tra gli altri trucchi per non lavorare vi sono anche le richieste di permessi in occasione delle tornate elettorali come presidenti di seggio, segretari, scrutatori, rappresentati di lista.

Un datore di lavoro non può opporsi alla richiesta di un suo dipendente di prendere parte alle operazioni elettorali, è prevista una pena di 3 mesi. Arrivati a questo punto dell'articolo sarete sicuramente sbalorditi, ma dobbiamo informarvi che è calata una scure e ultimamente (soprattutto nel settore pubblico) i casi di assenteismo si sono dimezzati.

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