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Chimica farmaceutica ed erbe medicinali: cosa scegliere?

Chimica farmaceutica ed erbe medicinali: cosa scegliere?


Tutti siamo a conoscenza dei passi da gigante che la chimica farmaceutica fa ogni giorno, per permetterci di usufruire di medicinali sempre più all’avanguardia sul fronte della cura delle malattie, in special modo le più gravi. Ma questo non è di certo l’inizio.


Come tutti sappiamo l’uomo ha iniziato a curarsi da solo, sfruttando la sua conoscenza empirica, ovvero derivata dall’esperienza sua e dei suoi avi. Egli sapeva perfettamente  quali erbe utilizzare per far progredire più in fretta la cicatrizzazione di una ferita o per scongiurare il peggioramento di disturbi gastro-intestinali. E non è difficile tutt’oggi ritrovare queste preziose informazioni in chi ha qualche anno in più o magari chi va per boschi o semplicemente è appassionato di natura.

 

 


Ma tutto questo ad un certo punto della nostra storia socio-culturale non è stato più abbastanza: la scienza andava avanti, nascevano le prime industrie chimiche e poi quelle farmaceutiche. Il farmaco era subito più attivo rispetto ad una tisana e presto tutti si convinsero che tutto sommato era più pratico ingerire una pillola. La medicina naturale venne accantonata e presto si diventò farmaco-dipendenti.

 

 


Quello che però era nascosto dietro a quell’effetto di benessere immediato nessuno sembrò curarsene. Cosicché oggi ci ritroviamo a dover curare gli effetti collaterali delle nostre amate pillole.
L’esplosione di interesse per il naturale di questi ultimi decenni è in perfetta sintonia con quanto ci accade intorno: le notizie allarmanti sullo stato di salute del pianeta hanno dato un incentivo all’individuo di riflettere anche sul proprio stato di salute. L’uomo scopre così, anzi ri-scopre, che ingerire frutta e pesticidi o curarsi con molecole di laboratorio non ha più alcun senso.

 


E’ stato provato che una molecola di origine naturale è molto meglio recepita e riconosciuta dal nostro organismo, più di qualsiasi altra molecola di sintesi. Forse qualcuno si chiederà a tal punto perché l’ acido acetilsalicilico che ritroviamo nell’ Aspirina sia più efficace rispetto all’acido salicilico contenuto nella corteccia di Salice bianco e nei fiori di Spirea ulmaria: avete idea del tempo che occorra affinché un albero cresca? Affinché maturi un frutto o sbocci un fiore? La natura è lenta. Ha bisogno di tempo. Siamo noi che vogliamo precorrere i tempi. Se solo lasciassimo del tempo alla natura ella risponderebbe come e meglio di un farmaco, perché in confronto a questo darebbe effetti collaterali banali rispetto a quelli riportati sui foglietti illustrativi.

Dunque lasciamo alla chimica farmaceutica il compito di sperimentare farmaci attivi contro malattie ben più gravi di un raffreddore, e invece lasciamo alle erbe medicinali il compito di prendersi cura di noi!
 

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